COS’E’ SOTTOILVIADOTTO?

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A seguito di una fase preliminare in cui è stata coinvolta la comunità locale( nell’ambito del progetto pilota europeo TUTUR ) si è arrivati a formulare una proposta progettuale che prevede la ‘riattivazione’ di una parte dello spazio sottostante il sistema infrastrutturale del Viadotto dei Presidenti, corrispondente alla “stazione Serpentara”. La trasformazione temporanea, quindi, di uno spazio abbandonato e inutilizzato nel “Laboratorio del Viadotto”. Una iniziativa che consenta ai cittadini di incontrarsi e organizzare attività aperte a tutti.
Da qui l’idea di un workshop di autocostruzione per realizzare, con materiali di riuso a basso impatto ambientale, parte delle installazioni. All’interno di questo nuovo spazio urbano è previsto l’inserimento di due volumi prefabbricati (containers) in cui verranno organizzate e gestite attività specifiche che prefigurino la trasformazione del viadotto in arteria della mobilità leggera (“la ri-ciclofficina”).
Obiettivo principale è quindi quello di trasformare uno spazio urbano degradato in un luogo di scambio e di partecipazione attiva della cittadinanza, favorendo un concreto riuso dell’infrastruttura, abitando gli spazi interstiziali ed innestandovi delle funzioni specifiche che permettano la fruibilità e l’utilizzo di almeno una parte di queste aree ad oggi abbandonate e degradate.
Assumerà un ruolo di rilievo la partecipazione attiva della cittadinanza anche nella manutenzione dello spazio stesso, in linea con le molteplici esperienze di “auto manutenzione” emergenti nel municipio. Successivamente ad una preliminare bonifica, pulitura e messa in sicurezza dell’area, l’intervento prevede la riattivazione del vuoto urbano mediante la creazione di una “piazza attrezzata”.
Nello specifico si prevede la realizzazione di una pedana in legno (circa 200mq) recuperando pallets o materiali in legno inutilizzati, trasformandoli in moduli di pavimentazione, opportunemente trattati, e favorendo, quindi, attraverso il riuso, il rispetto della natura e dell’ambiente. L’accesso alla pedana, situata al centro di tale spazio, avverrà attraverso un percorso, di larghezza 2 m. Il percorso attraversa trasversalmente l’area facilitando, con i suoi 80m di lunghezza, la connessione tra i due passaggi pedonali esistenti e garantendo un’agevole comunicazione tra i quartieri posti al lato del viadotto.
L’accessibilità dell’area è garantita dalla presenza di idonee rampe di collegamento e al fine di ottenere una netta definizione del percorso e degli spazi verdi è prevista la realizzazione di cordoli di perimetro realizzati attraverso il riutilizzo di materiali di scarto. E’ inoltre previsto il completamento degli accessi alla parte sopraelevata del viadotto mediante l’integrazione di elementi che possano connettere la pedana alle strutture di collegamento verticale (scale e rampe) già esistenti, ma rimasti incompiute.

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